Anche per la pizza dolce di ricotta esistono molte varianti. Sicuramente sono tutte discendenti della pastiera napoletana. Dolce ricco di ingredienti e spezie. Nella nostra pizza abbiamo eliminato il grano e tutte le spezie per esaltare il gusto inebriante della ricotta. 

Sulle origini della pastiera si narrano due storie: una leggendaria e mitologica l'altra prettamente storica.

Quella mitologica narra della sirena Partenope che incantata dalla bellezza del golfo di Napoli, avesse fissato la sua dimora. Ogni primavera Partenope emergeva dalle acque per salutare le genti che popolavano il golfo, allietandole con soavi canti. Una volta il suo canto fu così melodioso che gli abitanti, affascinati dalla melodia e commossi dalle sue parole d'amore, decisero di offrirle quanto di più prezioso avessero. Scelsero sette tra le più belle fanciulle dei villaggi che furono incaricate della consegna dei doni a Partenope: la farina (forza e ricchezza della campagna), la ricotta (omaggio dei pastori), uova (la vita che si rinnova), il grano tenero bollito nel latte (due regni della natura), l'acqua di fiori d'arancio (profumi della terra), le spezie (rappresentavano i popoli più lontani) e lo zucchero (il dolce canto di Partenope). La sirena, felice per i doni, si inabissò per far ritorno nella sua dimora e depose le offerte ai piedi degli dei. Questi, inebriati anche essi dal canto di Partenope, riunirono e mescolarono con arti divine tutti gli ingredienti, trasformandoli nella prima pastiera che superava in dolcezza il canto della sirena. 

 

Quella storica ci narra che Maria Teresa d'Austria, moglie del re Ferdinando II di Borbone, soprannominata dai soldati "la regina che non ride mai", cedendo alle insistenze del marito, decise di assaggiare una fetta di Pastiera e non potè far a meno di sorridere.