il bocconotto ...

... tra storia e leggenda

Ci sono due leggende popolari sulle origini del bocconotto. La prima ci porta alla fine del Settecento quando iniziò l'importazione del cioccolato e del caffè.

Si narra che in in paesino dell'Abruzzo una domestica, per omaggiare il suo padrone, goloso sia di cioccolato che di caffè, inventò un dolce di pasta frolla che ricordava la tazzina del caffè e riempiendo l'interno di caffè e cioccolato liquidi. I primi risultati furono disastrosi anche perchè il ripieno rimaneva sempre molto umido. Decise allora di addensarlo con mandorle e di chiuderlo con un tappo di pasta frolla. A fine cottura una spolverata di zucchero a velo. 

Quando il Padrone assaggiò il dolce ne rimase estasiato e chiese alla sua domestica come si chiamava; la donna, che non gli aveva dato nessun nome, improvvisò chiamandolo "Bocconotto" visto che si mangiava in un sol boccone.

Secondo altri invece il bocconotto sarebbe originario dei contadini dell'entroterra murgiano che, costretti a vivere in spazi stretti ed angusti, adattarono le esigenze culinarie alla propria realtà. Le ridotte dimensioni dei bocconotti, la possibilità di essere conservati anche per molti giorni in ambiente naturale, nonché il loro alto grado nutrizionale, ne hanno fatto per anni uno dei cavalli di battaglia della tradizione culinaria meridionale.

bocconotti sono dei dolci tipici della tradizione pugliese, lucana, abruzzese e calabrese con un ripieno che varia secondo le località in cui viene prodotto.

Esiste una variante dolce ed una variante salata.

Tra tutte queste varianti emerge il tipico "bocconotto di Bitonto", che si fa risalire all'arte e all'estro, in fatto di dolci, alle monache benedettine di Bitonto, dove la ricetta prevede un ripieno di ricotta e meno zucchero.